SottoTono, Opere di Tono Zancanaro

12 maggio – 23 giugno 2007: mostra “  SottoTono. Opere di Tono Zancanaro dell’amministrazione comunale di Grosseto”.

SottoTono
Opere di Tono Zancanaro
di proprietà dell’amministrazione comunale di Grosseto

(Grosseto, CDAV, 12 maggio – 23 giugno 2007)

 

 

La mostra presenta sedici opere di Tono Zancanaro acquisite negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento dall’amministrazione comunale di Grosseto.

Di questa raccolta fanno parte: tre chine acquerellate (Pescatori di Comacchio, 1953; Strada di Shangai, 1958; Giudecca e Canal Grande, 1961), due acquaforti (Guerra moderna, 1952; Laguna, 1965) e undici litografie della serie dedicata alla Divina Commedia (1966).

   

Zancanaro è uno dei più importanti disegnatori e incisori del secondo dopoguerra in Italia. La sua produzione, iniziata dal 1932, comprende una varietà di temi che vanno dalla satira politica antifascista (la celebre serie del Gibbo, 1941-1949) al racconto realistico (i lavori del 1951-1956 sulle mondine e  sull’alluvione del Polesine), dalla figurazione erotica (a partire dalla serie di Levana, 1946-1950) ad un estroso e visionario vedutismo urbano. Ha partecipato a tutte le Quadriennali dalla IV edizione (1943) alla X (1973), ed ha vinto il Primo Premio per l’incisione alla XXVI (1952) Biennale di Venezia.

 

La prima volta che Zancanaro espose una sua opera a Grosseto fu nel 1955, in occasione della rassegna nazionale del Realismo. In quella occasione il Comune di Grosseto acquistò l’opera di Zancanaro Pescatori di Comacchio. Da quel momento Zancanaro frequentò con regolarità il capoluogo maremmano. Nel dicembre del 1961 il Comune deliberò  una campagna di acquisti per istituire una pinacoteca comunale d’arte moderna, e comprò per 70.000 lire il disegno La Giudecca e il Canal Grande. Su iniziativa del Professor Ragghianti, il Palazzo della Provincia ospitò nel 1966 le stampe che Tono Zancanaro e Renato Guttuso avevano dedicato alla “Divina Commedia”. In quell’occasione l’amministrazione comunale acquisì l’intera serie litografica (38/70) dell’artista veneto.

Alla “Divina Commedia” Tono si era dedicato a partire dal 1964 con alcuni disegni per conto dell’editore Laterza di Bari, ma le litografie vennero realizzate successivamente, dal 1965 al 1966. Per il colore delle litografie, Zancanaro scelse il nero per l’Inferno, il rosso per il Purgatorio e l’azzurro per il Paradiso. Emblematicamente, l’episodio di Paolo e Francesca fu illustrato con l’azzurro. Negli anni seguenti il tema della “Divina Commedia” venne ripreso moltissime altre volte, specialmente i soggetti come il Buon Apollo; Non facea nascendo ancor paura la figlia al padre; Le sfacciate donne fiorentine; Paolo e Francesca.  Di questa esperienza Tono serbava una memoria molto intensa: “Non ricordo avventura più forte, esaltante e preziosa di illustrare la Divina Commedia..”