Renzo Capezzuoli

 

RENZO CAPEZZUOLI (1909-1966) E GROSSETO

A cura di Lavinia Montanini e Marcella Parisi

Dal 31 ottobre al 15 novembre, Aula Magna dell'Istituto Professionale L.Einaudi e spazio espositivo Cedav

ORARI: Istituto Professionale L.Einaudi Piazza De Maria 31:

tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30.

Domenica 17.30-19.30.

Spazio Espositivo Cedav Via Mazzini 97:

tutti i giorni dalle 17.30 alle 19.30.

INGRESSO: libero

CATALOGO: Edizioni EFFIGI – QUADERNI DEL CEDAV

INFORMAZIONI: Istituto Professionale L. Einaudi 0564-26010- 0564-25281

CEDAV 0564- 488547

A cento anni dalla nascita, Grosseto ricorda Renzo Capezzuoli (1909-1966) con una doppia mostra nell’Aula Magna dell’Istituto L.Einaudi e nello spazio espositivo CEDAV.

Un pittore che ha rivestito un ruolo primario nella Grosseto degli anni Trenta e Quaranta divenendo Fiduciario provinciale del Sindacato Fascista Professionisti ed Artisti nel 1935.

L’inaugurazione sabato 31 ore 18

Dal 31 ottobre al 15 novembre una doppia mostra, rende omaggio al pittore Renzo Capezzuoli per celebrarne il centenario dalla nascita. Attraverso un gruppo di oli e opere grafiche, allestite rispettivamente nell’Aula Magna dell’Istituto Professionale L. Einaudi e nello spazio espositivo del CEDAV di via Mazzini, si vuole proporre una ricostruzione della sua vicenda artistica a Grosseto: un gruppo di quadri dipinti tra gli anni Trenta e Quaranta testimonia il legame profondo di Capezzuoli con la Maremma. Quadri connotati da una convinta adesione alla poetica di “Novecento” che si offre attraverso paesaggi, ritratti e nature morte. Corollario di tutta la sezione di pittura è l’affresco dell’Aula Magna di Piazza De Maria, già Regia Scuola Tecnica Industriale e di Avviamento Professionale, realizzato dal pittore tra il 1939 e il 1940 per commemorare i temi del lavoro legati alla scuola appena conclusa. La mostra propone inoltre la ricostruzione della vicenda de Il Reduce, un’importante opera scomparsa nel dopoguerra, che era valsa al pittore il Premio Città di Grosseto nel giugno 1937. Proprio per offrire strumenti di studio per una maggiore conoscenza del contesto storico grossetano di quegli anni è presente in catalogo un contributo della Direttrice ISGREC di Grosseto Luciana Rocchi.

Immagini inedite costituiscono la sezione dedicata alla grafica, prodotta negli anni del soggiorno grossetano. Con un segno deciso derivato da una pratica continua al disegno, Capezzuoli ci dà interpretazioni originali della natura maremmana. La rassegna è stata curata da Lavinia Montanini e Marcella Parisi e realizzata grazie al sostegno della Provincia di Grosseto, Comune di Grosseto, Fondazione Grosseto Cultura, CEDAV, Istituto Professionale L.Einaudi, ISGREC e Banca Intesa CR Firenze. La mostra sarà corredata dal catalogo che inaugura la Serie Quaderni del CEDAV, un progetto di pubblicazioni volute dal Direttore Mauro Papa che nasce per accompagnare gli eventi espositivi di arte contemporanea promossi dal CEDAV. La mostra sarà aperta al pubblico ad ingresso libero tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30.

Per informazioni Istituto Professionale L. Einaudi 0564-26010- 0564-25281- 0564-488547

Brevi note biografiche per gli anni grossetani

Renzo Capezzuoli nasce a Siena il 14 agosto 1909 e si dedica fin da giovanissimo alla pittura e allo studio della storia dell’arte. Fra il 1926 e il 1933 vive a Lucca dove frequenta l’Accademia di Belle Arti e ottiene l’abilitazione all’insegnamento di materie artistiche. Nel 1933, si trasferisce a Grosseto, insegna presso le locali scuole pubbliche e si dedica intensamente all’attività di pittore. Ricopre, dall’aprile 1935, la carica di Fiduciario provinciale del Sindacato Fascista Professionisti ed Artisti che gli permette di avere un significativo ruolo organizzativo in città. Nel 1937 appena tornato dalla guerra d’Etiopia predispone, in occasione della Quarta Mostra Sindacale Maremmana d’Arte, un’esposizione delle sculture giovanili di Arturo Martini e dei dipinti di Alberto Caligiani. Nella stessa occasione vince con Il Reduce il Premio di Pittura “Città di Grosseto”. Mentre, nel 1939, nell’ambito della Quinta Mostra Sindacale Maremmana d’Arte organizza una retrospettiva dedicata a P. Aldi. Nel 1940 alla Sesta Sindacale l’Amministrazione Provinciale di Grosseto acquista la sua opera Campagna senese. Tra il 1939 e il 1940, aiutato da Mario Nanni, suo allievo all’Istituto Magistrale, realizza un affresco, con i temi del lavoro, nell’Aula Magna della Regia Scuola Tecnica Industriale di Avviamento Professionale di Grosseto. Nello stesso anno forma con Tolomeo Faccendi, Carlo Gentili, Gino Parrini e Nazzareno Rosignoli il “Gruppo Grossetano” per esporre in ambito nazionale.

Gli anni Trenta rappresentano per l’artista una stagione espositiva particolarmente favorevole: prende parte con regolarità alle Mostre Interregionali d’Arte Toscana che si tengono a Firenze ed espone alla Seconda ed alla Terza rassegna del Sindacato Nazionale Fascista di Belle Arti. Nel 1939 a Torino, presso Palazzo Lascaris, tiene la sua prima mostra personale che ottiene il consenso favorevole della critica.

In questo periodo si occupa anche di collaborazioni artistico-letterarie per alcune importanti riviste. Fra il 1933 e il 1934 scrive alcune cronache per “Il Selvaggio” diretto da Mino Maccari e nel 1938 fonda con Antonio Meocci la rivista di letteratura ed arte “Ansedonia”.

Fra il 1941 e il 1943 partecipa alla Seconda guerra mondiale.

Nel 1944 sfollato da Grosseto, collabora con il Comitato di Liberazione Nazionale di Castel del Piano.

Nel 1946 organizza a Grosseto una retrospettiva dedicata a Bruno Bacherini scrivendone la presentazione in catalogo. In città predispone la Mostra del “Gruppo Romano” e le rassegne dedicate agli artisti fiorentini Silvano Bozzolini,Giulio Pierucci e Osvaldo Tordi. Alla fine dello stesso anno si trasferisce con la propria famiglia a Siena.


DONAZIONE DI OPERE

In occasione della mostra Renzo Capezzuoli e Grosseto Walter Montanini e Enea Montanini proprietari del Fondo Renzo Capezzuoli donano al Comune di Grosseto il frammento dell’opera Il Reduce e il bozzetto di preparazione per la stessa opera. Questa donazione è particolarmente significativa perché Il Reduce ottenne nel 1937 il Premio “Città di Grosseto”. Il dipinto ritenuto fino ad oggi disperso è stato ritrovato smembrato, ad esclusione del frammento in questione, e riutilizzato dallo stesso artista come supporto da ridipingere.