Queer Art

ARTE CONTRO L'OMOFOBIA, Sala Cedav, Grosseto 24-31 maggio


Vernissage martedì 24 maggio ore 18.30


La molteplicità degli sguardi e delle espressioni artistiche in cui lo spettatore si imbatte in questa mostra confortano e corroborano il pensiero, sempre più cogente, della necessità di comprendere, con un atteggiamento costruttivo e propositivo, tutte le forme d'arte e d'amore, quell'amore universale, fatto di rispetto e reciproco scambio di esperienze. Il sodalizio appena istituito tra il Cedav e l'associazione Arcigay, che culminerà nella principale mostra cittadina nell'ambito dell'evento La Città Visibile 2011, vuole essere solo l'inizio di quello che, ci auspichiamo, possa diventare un percorso di sensibilizzazione e di arricchimento, in cui l'arte diventa il medium prediletto per veicolare un messaggio positivo e stimolante, in occasione della Giornata Internazionale contro l'omo-transfobia del 17 maggio, così da poter comprendere più profondamente e intimamente tematiche spesso mai affrontate o affrontate con superficialità. Un modo per combattere l'indifferenza e la violenza, un modo per il vivere civile. La sinergia che si è creata tra l'associazione Arcigay e gli enti locali (quali il Comune di Grosseto e la collaborazione del sindacato Cgil) rafforza ampiamente il pensiero che solo attraverso la cooperazione è possibile raggiungere, coinvolgere e rendere consapevoli e attivamente partecipi tutti gli strati della società.

Principalmente l'arte, attraverso le sue variegate e diversificate sfaccettature sembra lo strumento più adatto per descrivere e contenere tutto ciò che ci circonda; così nello spazio espositivo del Cedav le fotografie di Stefano Chiodini, le opere pittoriche di Luca Grechi, sculture e installazioni di Alessia Sadotti, una scultura di Samuele Pari, un'installazione di Isabella Vitale, le T-shirts create da Simone Ambrosio e altre numerose opere contribuiscono a ridurre la distanza e il pregiudizio sulle diversità affettive e identitarie, ritenute ancora ai nostri tempi un pericoloso ostacolo al “corretto” sviluppo della società, invece di un importante momento di interscambio.

 

Le quattro opere pittoriche di Luca Grechi mostrano, con un vibrante e deciso segno grafico, momenti di sensuale affettività tra persone lgbtqi, immortalate con semplicità e in atteggiamenti naturali; gli scatti in bianco e nero di Stefano Chiodini, alla stregua di fotogrammi cinematografici, sottesi tra rivelazione e occultamento dei corpi, rivelano grande raffinatezza e sensibilità; le sculture e l'installazione di Alessia Sadotti, nelle quali il gesto di mostrarsi evoca la forza di uscire da una cornice, dalle chiusure artefatte della mente, stabiliscono una nuova apertura verso la realtà, dove due sguardi si incontrano e si riconoscono, eternizzandosi nella materia, in modo da non perdersi al di là degli eventi e delle paure. A ulteriore riprova della volontà di creare un ponte attraverso l'arte l'Albero delle idee, scultura-installazione di Isabella Vitale, permette ai visitatori di interagire e di poter lasciare un proprio pensiero che potrà essere pubblicato sul sito dell'associazione Arcigay, nella pagina web dedicata alla mostra. In conclusione potranno diventare simbolo della mostra magliette create da Simone Ambrosio che saranno presentate in un catalogo da poter consultare per tutto il periodo dell'esposizione grossetana.

 

La pluralità e la varietà dei mezzi grafici, pittorici, fotografici, scultorei, finanche di design di moda con cui si sono misurati gli artisti chiamati a intervenire diventano espressione visibile e tangibile della pluralità dell'affettività umana, percepita in tutte le sue possibili combinazioni e declinazioni, in contrapposizione netta all'omologazione, spesso ritenuta rifugio e riparo sicuro rispetto a ciò che è considerato lontano e nocivo, solo perchè non abbastanza conosciuto o compreso.

testo: Serena Pacchiani