LA CITTA' APERTA

FOTOGRAFIE DI FRANCESCO SCAMPORRINO

Da sabato 8 a sabato 15 novembre

 

Saletta CEDAV, Via Mazzini 97 

Con i suoi scatti Francesco Scamporrino trasforma la nostra città in un ambiente futuristico, fatto di strutture avveniristiche e luci psichedeliche, dove gli spazi di vita quotidiani rispettano la funzionalità propria della Città Moderna. Una città moderna tenuta “ai margini”, così che non possa inquinare quell’immaginario che di Grosseto hanno i suoi cittadini. Le immagini placide e familiari del capoluogo maremmano cozzano con gli scorci rivelati da Francesco, in cui geometrie industriali e sfavillanti colori metallici creano tra di loro un’armonia particolare, armonia purtroppo non immune al degrado edilizio caratteristico di molte periferie. Periferie che a volte fungono da dimenticatoio, dove ciò che viene dichiarato brutto può essere lasciato nell’incuria senza destare troppa indignazione. Il Luna Park deserto ritratto in alcune foto ci ricorda ancora questo stato di cose; la desolazione di qualcosa di passeggero e poco importante, tenuto lontano in uno spazio concesso per dovere. L’ambiente notturno scelto da Francesco esalta i suoi soggetti, che sembrano trovare un timido consenso nell’ufficiosità della notte, contrapposta all’ufficialità del giorno, adatta per celebrare l’arte storica e ciò che vuole assomigliarle.

Grosseto, quella città che Luciano Bianciardi ricordava come “aperta al vento e ai forestieri” , si fa luogo di incontro/scontro tra differenti modi di guardare, che, pur coesistenti, da tempo cercano un accordo e un reciproco rispetto. La Maremma dei butteri e dei campi assolati, dei paesaggi ad acquerello e delle nature morte, può e deve aprirsi a quella dei suoi giovani artisti “forestieri” e al loro “vento” di forme nuove.

Silvia Conforti